FAQ

Chi è l’esperto qualificato in radioprotezione?

L’esperto qualificato in radioprotezione è un professionista che opera nell’ambito della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che per conto del datore di lavoro, ha l’incarico di svolgere la sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori e della popolazione esposti al rischio da radiazioni ionizzanti.
L’esperto qualificato è in possesso dell’addestramento, della formazione e delle cognizioni necessarie la cui qualifica è riconosciuta dall’Autorità competente in accordo al D.Lgs. 230/95 e s.m.i..

Acquistare una Macchina RX o una Sorgente Radioattiva, che fare?

Prima di acquistare una macchina RX o una sorgente radioattiva, è indispensabile contattare l’esperto qualificato in radioprotezione.
Il Datore di Lavoro (DDL) di una pratica con sorgenti di radiazioni ionizzanti si avvale dell’esperto qualificato per tutti i servizi e gli adempimenti in materia di radioprotezione, in accordo a quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. e dal D.Lgs. 230/95 e s.m.i..
Ad esempio il DDL, prima dell’inizio dell’attività con uso di radiazioni ionizzanti, deve acquisire dall’esperto qualificato, la relazione di Valutazione dei Rischi che costituisce il documento di cui all’Art. 17, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. per gli aspetti concernenti il rischio da radiazioni ionizzanti.

Cosa è la dose da radiazioni ionizzanti?

La Dose assorbita (D) è l’energia media ceduta dalle radiazioni ionizzanti alla massa di materia (energia/unità di massa). L’unità di dose assorbita è il Gray: 1Gy = 1J/1Kg. Tale grandezza è misurabile ma non completamente idonea per stimare gli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti. Per valutare tale effetti viene introdotta in radioprotezione la Dose Equivalente H che rappresenta la dose assorbita (D) nel particolare tessuto o organo (t) dovuto alla radiazione (r). Per tenere conto del tipo di tessuti o organi del corpo interessati dalle radiazioni, viene valutata la Dose Efficace E, che rappresenta la somma delle dosi equivalenti H ponderate, tramite opportuni fattori, nei tessuti e organi del corpo. L’unità di dose equivalente e di dose efficace è il Sivert (Sv). Nel caso di raggi x, 1Sv = 1Gy (Maggiori informazioni)

Come ci si protegge dalle radiazioni ionizzanti?

Il rischio di dose dipende direttamente dalla durata delle esposizioni e dall’intensità delle radiazioni ionizzanti che investe l’individuo e in maniera inversa dal quadrato della distanza che si frappone fra il soggetto e la sorgente di radiazioni. La dose è poi funzione dell’attenuazione prodotta dalle barriere materiali frapposte fra la sorgente e la persona esposta.

La lavoratrice in gravidanza può continuare a lavorare con sorgenti di radiazioni ionizzanti?

È fatto obbligo alla lavoratrice di notificare al datore di lavoro il proprio stato di gestazione, non appena accertato.
La donna, durante la gravidanza, non può svolgere attività in zone classificate o, comunque, essere adibita ad attività che potrebbero esporre il nascituro ad una dose che ecceda 1 mSv durante il periodo della gravidanza.
È altresì vietato adibire la donna che allatta ad attività comportanti un rischio di contaminazione.

In cosa consistono i controlli di radioprotezione della macchina RX?

Alcuni dei controlli di radioprotezione che l’esperto qualificato esegue sull’apparecchio RX, così come previsto dal Legislatore, sono:

  • La verifica del corretto funzionamento degli interblocchi e dell’interruttore d’emergenza
  • La verifica del corretto funzionamento del sistema di segnalazione luminoso
  • La verifica della corretta segnalazione della sorgente RX e delle eventuali zone classificate
  • La misura dei livelli di radiazione a distanze prefissate dall’apparecchio RX
  • La predisposizione delle norme interne di radioprotezione affisse nei pressi della macchina RX.

Al superamento dei controlli, l’esperto qualificato rilascia il benestare all’uso ai sensi e per le finalità di cui al D.Lgs. 230/95 e s.m.i..

In cosa consistono i controlli di radioprotezione delle sorgenti radioattive?

Alcuni dei controlli di radioprotezione che l’esperto qualificato esegue sulle sorgenti radioattive, così come previsto dal Legislatore, sono:

  • Per le sorgenti sigillate, la verifica della tenuta dell’involucro della sorgente
  • Il controllo di contaminazione degli ambienti e/o attrezzi impiegati con sorgenti radioattive
  • La verifica della corretta segnalazione della sorgente radioattiva e delle eventuali zone classificate
  • La misura dei livelli di radiazione a distanze prefissate dalla sorgente (se di tipo gamma)
  • La verifica della corretta gestione degli eventuali rifiuti radioattivi
  • La predisposizione delle norme interne di radioprotezione affisse nei pressi della sorgente radioattiva.

Al superamento dei controlli, l’esperto qualificato rilascia il benestare all’uso ai sensi e per le finalità di cui al D.Lgs. 230/95 e s.m.i..

In cosa consistono i controlli di qualità della macchina RX?

Il Controllo di Qualità (C.d.Q.) è l’insieme dei test periodici eseguiti allo scopo di verificare il corretto funzionamento delle apparecchiature radiologiche, in modo da mantenere le esposizioni del paziente a livello più basso ragionevolmente ottenibile, compatibilmente con l’ottenimento dell’informazione diagnostica richiesta.
Il CdQ è inserito nel programma di Assicurazione della Qualità, previsto nelle strutture italiane di radiodiagnostica in ottemperanza alle norme di legge (D.Lgs. 187/2000), e comprende:

  • prova di accettazione e collaudo: controllo della rispondenza delle apparecchiature radiogene alle caratteristiche prefissate dal capitolato di acquisto, da eseguirsi all’atto di nuove installazioni o a seguito di importanti modifiche
  • prova di verifica o di stato: verifica delle prestazioni dell’apparecchiatura in rapporto alle funzioni che essa deve svolgere, anche questa da effettuarsi all’atto di nuove installazioni o a seguito di importanti modifiche
  • prova di mantenimento o costanza: verifica periodica del corretto funzionamento dell’apparecchiatura, a frequenza periodica

Il programma di Assicurazione della Qualità di un impianto radiologico inoltre prevede:

  • Verifica dei Criteri Minimi di Accettabilità: limiti di tollerabilità dei parametri di riferimento dell’apparecchio stabiliti nel D.Lgs. 187/2000
  • Stesura del manuale di qualità: documento che stabilisce criteri, modalità e periodicità con cui vengono svolti i C.d.Q., elaborati facendo riferimento ai protocolli redatti da organismi e istituzioni scientifiche nazionali e internazionali
  • Formazione del personale in materia di radioprotezione del paziente
  • Valutazione e prescrizione dei DPI e DPC per la radioprotezione del paziente

L’esito del C.d.Q. verrà sottoposto all’attenzione del Medico Responsabile dell’impianto radiologico che ne valuterà l’idoneità all’utilizzo clinico.

Radon: cos’è, da dove proviene, quali sono i suoi effetti, come penetra negli edifici, qual è la normativa di riferimento?

Il radon è un gas nobile che si forma durante la disintegrazione del radio, a sua volta prodotto dal decadimento dell’uranio. Dato che l’uranio è presente, con concentrazioni variabili, dappertutto nella crosta terrestre, anche il radon è praticamente presente ovunque nel terreno.
Il radon è radioattivo, ovvero i suoi atomi si disintegrano (decade con un periodo di dimezzamento di circa 4 giorni) fornendo una serie di “figli” anch’essi radioattivi: il polonio, il piombo e il bismuto. Tali discendenti, poiché solidi, aderiscono al pulviscolo presente in aria.
Gli atomi di radon non si legano a altri atomi, escono dal terreno e passano all’aria che respiriamo.
Essendo gas, il radon inalato viene esalato, mentre i suoi “figli” (il reale fattore di rischio), costituendo un aerosol radioattivo, aderiscono alla parete bronchiale esponendo a radiazioni alfa il tessuto polmonare danneggiandolo.
Dopo il fumo da tabacco, il radon è al secondo posto come causa di tumore polmonare.
il radon è invisibile, inodore, insapore, non velenoso, né combustibile, né esplosivo.
Prodotto dalle rocce o dai suoli, emerge in superficie trasportato dalle acque o dai gas del sottosuolo. In aria aperta si diluisce rapidamente e perciò innocuo, mentre negli ambienti chiusi si accumula e rappresenta un “inquilino” pericoloso. Responsabile principale per il trasporto del radon dal terreno all’interno delle abitazioni è il cosiddetto «effetto camino»: l’aria calda che risale nella casa produce nei piani inferiori una debole depressione provocando in questo modo un’aspirazione.
Una seconda sorgente di radon sono i materiali da costruzione che solitamente sono secondari rispetto alla sorgente suolo.
Inoltre il radon può sciogliersi nell’acqua e arrivare all’interno delle abitazioni con l’acqua potabile.
La propagazione del gas radon nel terreno e la sua penetrazione negli edifici avviene in base a dinamiche estremamente complesse: edifici adiacenti costruiti in modo identico possono presentare concentrazioni di radon totalmente diverse. Solo una misurazione fornisce dati sicuri. Il radon in aria viene misurato in Bq/m3 (1 Bq/m3 = 1 decadimento al secondo per metro cubo).

Il D.Lgs.230/95 e s.m.i. prevede il controllo di radon nei seguenti luoghi di lavoro:

  1. Tunnel, sottovie, catacombe, grotte, locali sotterranei
  2. Altri ambienti di lavoro situati in zone a rischio radon
  3. Stabilimenti termali

La legge ha fissato una prima soglia a 400 Bq/m3 e una seconda a 500 Bq/m3. Il superamento della prima soglia implica la ripetizione delle misure l’anno successivo. Il superamento della seconda soglia implica per il datore di lavoro effettui la comunicazione agli organi di vigilanza e ponga in atto l’azioni di rimedio entro 3 anni avvalendosi del l’esperto qualificato in radioprotezione  e la verifica tramite nuove misure.
La Direttiva Europea 2013/59/EURATOM, che dovrà essere recepita dagli stati membri entro febbraio 2018 fissa livelli di riferimento inferiori, pari a 300 Bq/m3, per i luoghi di lavoro e per le abitazioni.

Cos’è il decommissioning di impianti nucleari e il ruolo dell’esperto qualificato e del servizio radioprotezione?

Il decommissioning è lo smantellamento di impianti nucleari al fine di riportare il sito dell’istallazione alla condizione di prato verde. L’esperto qualificato in radioprotezione esegue le valutazioni di dose ai lavoratori e alla popolazione nelle varie fasi dello smantellamento. Le valutazioni dei rischi radiologici considerano sia le condizioni di normale attività, sia le situazioni incidentali.
Il servizio di radioprotezione agisce in accordo alle direttive e sotto la responsabilità dell’esperto qualificato. Ha il compito di eseguire le misure di contaminazione superficiale, contaminazione in aria, contaminazione nelle acque e misura di radiazioni a diverse distanze dai componenti dell’impianto contaminati (Maggiori informazioni)